Bonifica dell'amianto friabile

Amianto friabile

In Italia, come molti sanno, esiste ancora una quantità immensa di amianto da bonificare e/o smaltire. Tutto questo amianto si trova essenzialmente sottoforma di eternit, che è un composto di cemento e fibre di amianto. Nell'eternit il cemento "compatta" le fibre di amianto, circondandole in una sorta di matrice, e impdendone la dispersione nell'aria. Per questo motivo, l'amianto in condizioni del genere, viene detto "in forma compatta". In questa forma l'amianto, benché vi siano casi che per ragioni diverse possono risultare di più difficile gestione, non crea particolari problemi durante le operazioni di smantellamento e trasporto, proprio perché le sue fibre sono immerse nella matrice di cemento che ne rende difficile la dispersione nell'aria, anche se comunque più l'ternit presenta condizioni di degrado avanzato, più la dispersione delle fibre viene facilitata.

Diverso è il discorso per l'amianto "in forma friabile". In tale fora l'amianto non si presenta inglobato in una matrice come quella dell'eternit, essendo invece puro, o comunque combinato con sostanze che non assolvono la funzione di compattazione della matrice dell'eternit. Per questo motivo, nelle operazioni di bonifica, l'amianto in forma friabile presenta generalmente difficoltà maggiori di quello compatto, avendo le sue fibre una libertà molto maggiore di potersi liberare e disperdere nell'aria. Per fortuna l'amianto friabile è considerevolmente meno diffuso di quello compatto, dato che l'eternit ha avuto un impiego vastissimo, certamente più alto di altri composti dell'amianto. Lo si può comunque trovare in moltissimi manufatti utilizzati in vari settori, e specialmente nell'edilizia, quali pannelli per quadri elettrici, rivestimenti termici per condutture, pannelli isolanti, e molti altri.

La bonifica dell'amianto in forma friabile, oltre che più delicata e complessa di quello compatto, comporta sovente una operazione di rimozione e smaltimento, essendo quella della bonifica in loco sovente non percorribile o comunque meno conveniente. La soluzione per una bonifica in loco, quando possibile, utilizza generalmente la tecnica del confinamento, che consiste nel rivestire il manufatto con un involucro rigido che lo sigilla isolandolo completamente dall'ambiente. La rigidità dell'involucro, garantisce inoltre l'integrità del tutto di fronte alle sollecitazioni meccaniche dell'ambiente.

Ma la soluzione più utilizzata è quella della rimozione con definitivo smaltimento. E' l'unica infatti che risolve a monte il problema, essendo la tecnica del confinamento solo una soluzione temporanea, che prima o poi ri presenterà il problema in maniera ancora più grave.
La difficoltà della rimozione dell'amianto friabile sta, come si diceva, nella grande dispersione delle fibre di amianto dei manufatti su cui si interviene. Essendo tali fibre estremamente dannose per la salute, diventa necessario isolare il manufatto, nel caso di interventi limitati o addirittura l'intero ambiente su cui si interviente, dall'esterno. In questo modo è possibile operare in tutta sicurezza, senza il pericolo che le fibre dia amianto vengano inalate da chi si trova nelle vicinanze.

Le tecniche di isolamento dall'esterno variano principalmente in ragione delle dimensioni dell'oggetti su sui si interviene. Nel caso di oggetti relativamente piccoli, quali ad esempio spezzoni di tubature sotto il metro di lunghezza, una tecnica di isolamento sovente utilizzata è quella della glove-bag. Questa tecnica consiste nell'inglobare il manufatto da trattare in una apposita sacca di plastica trasparente, chiamata appunto glove-bag, che presenta due aperture in cui l'operatore inserendo le braccia, è libero di intervenire sul manufatto senza che vi sia dispersione di fibre nell'ambiente, essendo queste confinate dalla glove-bag.

Nei casi invece di bonifica di manufatti e soprattutto ambienti di medie e grandi dimensioni, le cose sono ben più complicate. In questi casi è infatti necessario isolare l'intero ambiente in cui avviene l'operazione con appositi sistemi di confinamento. Essenzialmente tali sistemi sono di due tipi, statici e dinamici. I primi utilizzano delle barriere rigide, quali ad esempio strutture metalliche rivestite di teli di polietilene, per creare un involucro che confina l'ambiente in cui si opera. I secondi creano invece delle depressioni all'interno dell'ambiente confinato attraverso apposite pompe pneumatiche, che fanno sì che l'aria pura entri attraverso le fessure dell'ambiente, dall'esterno verso l'interno, e l’aria contaminata passi invece attraverso i filtri delle pompe per poi essere pompata all'esterno, non contenendo più fibre di amianto. I due sistemi sono quasi sempre utilizzati assieme,per garantire la massima sicurezza.

E' chairo come un intervento del genere sia molto complesso e delicato, anche considerando il fatto che all'interno gli operatori lavorano in un ambiente comunque contaminato, e che necessita dell'uso di appositi indumenti, sistemi di protezione e avanzati autorespiratori, ben più complessi delle semplici maschere con filtro utilizzate negli interventi di rimozione di eternit all'esterno. Anche per queste ragioni, una operazione di questo tipo, deve essere eseguita da personale specializzato e con una lunga esperienza negli interventi di confinamento ambientale. Si aggiunga anche il fatto che, specialmente nelle situazioni di ambienti particolarmente inquinati e vasti, sono necessari appositi spazi doccia isolati, in cui il personale può decontaminarsi dopo il lavoro e uscire all'esterno senza il percolo di portarvi fibre di amianto.

L'amianto rimosso viene poi preparato per il trasporto in discarica attraverso un rivestimento con sostanze speciali (incapsulamento), che spesso è effettuato ancora prima della vera rimozione, per impedire il più possibile il rilascio di fibre di amianto nell'aria, e poi inserito in appositi sacchi di plastica particolarmente resistente per essere trasportato in discarica. A rimozione ultimata, infine, l'intero ambiente viene decontaminato, eliminando con spazzole e aspiratori le tracce di amianto restanti e utilizzando l'acqua per portare via le ultime eventuali fibre ancora presenti.