Sentenza della corte del New Jersey contro l'amianto

04/07/14

Un'importante notizia riguardo all'amianto, e che indirettamente interessa anche l'argomento della relativa bonifica del nostro territorio da questo materiale, ci arriva dagli Stati Uniti. Lo stato del New Jersey ha condannato le aziende Becon e Anova di Stephan Schmidheiny al pagamento dei danni subiti dalle vittime dell'amianto che tali aziende fornivano alla Johns Manville, senza alcuna indicazione della pericolosità di tale materiale.

La condanna delle due aziende, oltra a poter avere delle positive ripercussioni sia sulla lotta generale all'amianto, che sui futuri processi agli eventuali responsabili dei danni causati da tale materiale, ha un interesse in sé e per sé. Negli Stati Uniti infatti una sentenza come la suddetta non è appellabile, al contrario di quanto avverrebbe in Italia. Le due aziende condannate dovranno quindi necessariamente risarcire alle vittime dell'amianto quanto comportato dai danni da ese subiti. Il fatto rappresenta quindi, data anche l'importanza di un paese come gli Stati uniti, un importante precedente giuridico a livello mondiale, che avrà probabilmente effetti su futuri processi simili che si terranno anche fuori degli Stati Uniti.

La vicenda ha anche altri interessanti risvolti. Come hanno ad esempio rilevato il sindaco di Casale Monferrato, Palazzetti e la vice sindaco Fava, impegnati nella lotta all'amianto e ai suoi responsabili, l'università americana di Yale aveva conferito una laurea honoris causa a Stephan Schmidheiny il maggiore responsabile, stando alla condanna suddetta, delle vittime causate dall'amianto della Johns Manville. Viene infatti subito da chiedersi come sia possibile che una università prestigiosa come quella di Yale, abbia potuto conferire una onorficenza così importante a qualcuno che è poi stato condannato per omicidio. Per questo Palazzetti e Fava stanno valutando l'idea di inviare una lettera all'università di Yale, sottoscritta da tutti i comuni inclusi nel Sito di Interesse Nazionale di Casale Monferrato e costituitisi parte civile al processo Eternit di Torino, con la richiesta di revocare la suddetta laurea ad honoris.

E' da notare come quanto riportato rientra in quello che sembra essere un aumento della consapevolezza a livello mondiale sui pericoli dell'amianto e sui danni che tale materiale può causare. Cosa non di poca importanza, non solo per ciò che può significare per la bonifica dei territori, ma anche per la questione della fine completa del suo utilizzo. Perché non bisogna purtroppo dimenticare che l'estrazione, la trasformazione e il commercio di questo materiale non è stata vietata da tutte le nazioni della Terra, come invece è ad esempio avvenuto in Italia. Sono infatti ancora circa una cinquantina i paesi che in maniera maggiore o minore continuano ad utilizzarlo, quasi ignorando i pericoli che molte applicazioni di esso comportano.