Ex Velodromo dell'Eur: no contaminazione amianto per il governo

28/10/14

Un caso di "inquinamento da amianto" a seguito di una procedura di demolizione, per alcuni non corretta, era quello per cui la deputata cinque stelle Marialucia Lorefice, aveva richiesto l'intervento del governo perché si impegnasse nella realizzazione di una ricerca epidemiologica sull'area interessata. L'area in questione è quella in cui sorgeva il Velodromo dell'EUR, prima che fosse demolito il 24 Luglio 2008, giorno in cui l'implosione della costruzione durante la demolizione, a detta della deputata stessa e del gruppo di cittadini che ha portato avanti il caso, avrebbe provocato una pesante dispersione di fibre di amianto.

La risposta del governo è arrivata con le parole del Sottosegratario alla Salute, Vito De Filippo, che riportava l'esito della ricerca eseguita durante le operazioni di bonifica dell'amianto, durante le quali sono stati effettuati appositi campionamenti di fibre aerodisperse. L'esito, riportava il sottosegretario, è stato chiaramente negativo, e con ampi margini di probabilità, non vi è stata alcuna esposizione significativa per i cittadini della zona ad eventuali fibre di amianto liberatesi a seguito della demolizione. Inoltre, continuava il sottosegratario, non è stata riscontrata nessuna contaminazione atmosferica, dato che durante i lavori di rimozione delle macerie, le analisi non avevano trovato al riguardo nulla, e di conseguenza è ragionevole credere che tale fosse stata la situazione anche durante l'intervento di demolizione stesso.

La risposta non ha però soddisfatto Marialucia Lorefice, che la ha bollata come "piuttosto evasiva" anche perché non fa alcun cenno all'indagine epidemiologica che la deputata aveva chiesto di avviare. Tale indagine è considerata essenziale perché chiarirebbe lo stato di salute degli abitanti residenti, anche all'epoca dei fatti, nelle zone limitrofe all'ex velodromo, garantendo così ai cittadini il diritto alla salute sancito dalla costituzione. La deputata sottolinea come l'implosione del velodromo provocò una enorme nube di polveri che si diffuse in un largo raggio, coprendo una vasta area abitata. Preoccupante al riguardo, soprattutto il fatto che la cosa capitò senza alcun monitoraggio ambientale preventivo. Infine viene riportato che, stando alla relazione conclusiva pubblicata dalla Asl Rmc a seguito della bonifica, almeno 130 chilogrammi di manufatti in eternit sono stati coinvolti nell'implosione, cosa che fa ragionevolmente presupporre una dispersione nell'aria di fibre di amianto.