Dati ISPRA 2013 su amianto e altri rifiuti speciali

30/07/15

Anche se riferentesi al 2013, i dati presentati ieri a Roma dall'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) riguardo alla bonifica dai rifiuti speciali, sono molto significativi, in particolare per l'amianto.

Si viene infatti a sapere che i rifiuti speciali sono un po' ovunque in diminuzione, con un calo di due milioni di tonnellate e che la cosa vale in particolare per l'amianto ed eternit, con 414.000 tonnellate smaltite su tutto il territorio nazionale per nell'anno in questione. Dati questi che sembrano incoraggianti ma che guardando meglio le cose, lo sono un po' meno. E per due motivi principali.

C'è innanzitutto da raffrontare la quantità smaltita annualmente, con la totalità dell'amianto e composti ancora presenti sul territorio italiano. Quantità questa che al 2015 ammonta a circa 32 milioni di tonnellate. Cosa che implica che procedendo di questo passo, il tempo che si dovrebbe attendere per la totale bonifica del territorio dall'amianto, ammonterebbe a circa 77 anni, come si può verificare con una semplice divisione. Considerazioni come queste, come più volte abbiamo scritto, non possono fa altro che evidenziare il grande ritardo del nostro paese, peraltro in buona compagnia, sul cammino per la messa in sicurezza dell'intero paese.

Altro motivo di preoccupazione è venire a sapere che siamo ancora un paese con pochi impianti e siti atti a smaltire amianto ed eternit. Nel Lazio, ad esempio, non vi è ancora alcun sito appositamente attrezzato in tal senso. E così sono ancora molte le provincia in Italia che devono risolvere la situazione inviando l'amianto all'estero, in particolare in Inghilterra e in Germania. Cosa questa che aumenta considerevolmente i costi di smaltimento che a loro volta inducono i cittadini a disfarsi dell'amianto smaltendolo irregolarmente, ad esempio abbandonandolo nelle discariche illecite.

Molto rimane quindi da fare in materia di bonifica dell'amianto nel nostro paese. Occorrono piani di intervento precisi e basati su dati completi, leggi severe per chi non lo smaltisce regolarmente e investimenti pubblici consistenti, in particolare per la costruzione di discariche apposite. In questo modo si avrà la speranza di liberarsi completamente di questo materiale entro una quindicina di anni invece che non dover aspettare settanta o ottanta anni.